Louis Pasteur è lo scienziato considerato padre della moderna microbiologia: colui che ha studiato e scoperto i batteri e i germi, le procedure di sterilizzazione, la pastorizzazione, il vaccino contro la rabbia.
Forse non tutti sanno che i suoi strepitosi risultati li ottenne, tra gli altri, grazie agli studi condotti sulle fermentazioni alcoliche, e in particolare sul processo di trasformazione del mosto in vino.
Si dedicò proprio a questo settore su commissione di Napoleone III, imperatore di Francia, che gli chiese di capire come mai, prima di essere imbottigliato, il vino subisse alterazioni tali da diventare acido e imbevibile.
Nella metà dell'800 il vino veniva preparato aggiungendo lievito al mosto e lasciandolo riposare per alcune settimane. Partendo dall'analisi di questo processo, Pasteur scoprì le fermentazioni: cellule che si sviluppano in assenza di ossigeno, che chiamò fermenti o lieviti.
La scoperta dei lieviti fu rivoluzionaria, in quanto dimostrava come la vita nasca sempre da una cellula che si riproduce. Erano i batteri i responsabili del deterioramento del vino.
Grazie a questa osservazione, Pasteur trovò il modo di eliminare i batteri responsabili inventando, nel 1862, il processo di pastorizzazione: riscaldando i liquidi fino a 60° prima dell'imbottigliamento, i batteri vengono eliminati.
L'insieme delle ricerche fu pubblicato nel 1866 con il titolo Études sur le vin, dove Pasteur dà anche indicazioni sui metodi di conservazione, costituendo una pietra miliare per lo sviluppo di tutta l'enologia moderna.
Ecco come, partendo proprio dagli studi sul vino, il grande Louis Pasteur giunse a scoperte straordinarie e fondamentali per tutta l'umanità.